Pilates, nato a Düsseldorf nel 1880, iniziò a creare il suo metodo nella prima metà del XX secolo. Ragazzino dalla struttura fisica piuttosto gracile, soffriva d’asma, rachitismo e febbre reumatica e si ammalò anche di tubercolosi, decise di dedicarsi in giovane età al potenziamento della sua struttura fisica.Pilates studiò e praticò ogni tipo di esercizio che poteva: dai classici regimi di esercizi greci e romani sino al body building e alla ginnastica. A questi unì lo studio di discipline orientali come lo yoga, le arti marziali e la meditazione Zen. Inoltre studiò l’anatomia e i movimenti degli animali. Di ogni tipo di sercizio che praticava, ne registrava attentamente i risultati.Nel 1923, Pilates si trasferì in America. Qui aprì il suo primo studio a New York, insieme a Clara, sua moglie e assistente che conobbe durante la traversata atlantica in nave.
Il suo nuovo metodo fu un successo immediato, in particolare tra ballerini come Martha Graham e George Balanchine. Ma anche altri divennero velcomente devoti al sistema di Pilates
Nel suo metodo trovarono il modo migliore per riprendersi da infortuni e per prevenirne il ripetersi di incidenti. Così si generò il passa parola e, con il passare del tempo, un pubblico sempre più vasto conobbe questa tipologia di allenamento.
Pilates chiamò la sua tecnica “Controlology” – solo in seguito venne conosciuta con il suo cognome. Egli concepì il tutto come un condizionamento mentale e fisico in cui gli individui potevano lavorare i loro corpi al massimo delle proprie potenzialità.
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